mercoledì 29 giugno 2011

Crepes al formaggio milk

Questa volta non è colpa mia!!! è la mia nipotina che ha scoperto questo tipo di philadelphia milk e ora mi ha anche passato la sua ricetta!! Ma si può?? come posso non adorarla???? sarà una futura blogger? coverà forse dentro di se il desiderio di applicarsi nell' Art of food photografhy ? fatto sta che ogni volta che si cimenta in un dolce mi batte sempre anche nella presentazione , (non che ci voglia molto ihihihi)!!
Ha fatto delle crepes e ha pensato di farci degli strati alternati con questo meraviglioso formaggio milk (giuro che non mi pagano e non ho collaborazioni con loro..magari!!!)
Che dirvi...immaginate il gusto di queste dolci crepes ancora tiepide che fanno sciogliere questo formaggio milk!
Gli ingredienti per le crepes sono:
Dosi a persona:
2 uova
2 cucchiai di farina (io Molino Chiavazza 00)
2 cucchiai di latte
pizzico di zucchero
philadelphia milk

Una volta amalgamato l'impasto, far riscaldare una padella per crepes con una noce di burro, una volta sciolto introdurre un mestolo di impasto e far aderire per tutta la superficie della padella, dopo 1 minuto girare con una paletta dall'altra parte e togliere appena si è cotta. Impiattare formando degli strati di crepes e stendendo su ognuna un pò di formaggio. Spolverizzare con zucchero a velo

sabato 25 giugno 2011

Tortino di philadelphia milk







Non so se avete gia avuto modo di vedere nei banchi frigo dei supermercati questo nuovo tipo di philadelphia milk, è al cioccolato e appena l'ho visto ho pensato subito ad un dolce alla philadelphia. Mi sono ricordata che la bravissima Debby di dolci e pasticci aveva fatto appunto un dolce con questo formaggio e ho pensato di provare a farlo con questa versione milk. Con la ricetta che elenco ho fatto 6 tortini in uno stampo da muffin e un dolce più grande in uno stampo da 24 Buonissimi, morbidissimi tutto issimi!!! ;))))

250 gr philadelphia milk
250 gr burro
350 gr zucchero
400 gr farina (io farina per dolci Molini Rosignoli )
1 bustina di lievito
4 uova

scaglie di cioccolato (io cioccolato artigianale Mirco della Vecchia)

Lavorare l'impasto con le fruste elettriche, riempire gli stampi imburrati e infarinati e infornare a 180° x circa 40 minuti

giovedì 23 giugno 2011

Napoli...quella che non vi raccontano

Ero indecisa sul pubblicare questo post, questo è un blog di cucina e deve parlare di ricette ma io proprio non ce la faccio a non far nulla, a tacere, ad ascoltare commenti di persone che non sono di questa città (Napoli) e parlare a sproposito di cose che non conoscono e che gli vengono raccontate in modo sbagliato da programmi e telegiornali mirati!
La mia è una città difficile e sono la prima a sostenerlo, è una di quelle città che ami e odi, dalla quale vorresti scappare via ma che ti manca da morire quando la lasci.
Ha mille problemi e difficoltà, e se cresci qui ti si sviluppa inconsciamente uno spirito di sopravvivenza che a volte ti fa perdere di vista che si può vivere anche in modo diverso. Quando attraverso viaggi, persone, libri..te ne accorgi, allora cominci a detestare le persone della tua stessa città, quelle che rovinano la tua terra, che sporcano e infangano questo meraviglioso luogo, che ti fanno venir voglia di abbandonare tutto e trasferirti. Quando cresci però e prendi distanza dalle cose..cominci a capire che non è tutto vero, che si c'è camorra, c'è ignoranza, c'è inciviltà ma...la magggior parte delle persone sono diverse, sono colte, preparate, civili, generose, perbene, ospitali. La maggior parte delle persone sono come tutti gli altri italiani solo che quel primo gruppo fa più rumore, fa più notizia, fa più comodo. Questa città martoriata e violentata da anni e anni di malgoverno (e non parlo di destra o sinistra) fa comoda lasciarla così. Qui la camorra si fa sentire e non solo nelle grandi cose, non puoi pensare di non essere toccata dalla camorra perchè essa trapela e tocca e sporca ogni piccola cosa, fa in modo che questa città rimanga tale e non cresca, non si europeizzi, non migliori. Questa città "DEVE" rimanere così perchè è più facile dominarla, condizionarla, tenerla in ostaggio. Quando si viene qui come turisti o come studenti e si conosce un pochino questo luogo, molti dicono "ma non è come la fanno vedere in tv! ma perchè ne parlano sempre male? anche da noi succedono certe cose ma non se ne parla!!
Ebbene si questa città deve continuare ad avere questa nomea, deve continuare a credere e far credere di non essere all'altezza delle altre.
Sulla spazzatura ce ne sono di cose da raccontare...ci vorrebbero giorni e lunghi post per spiegarvi ciò che c'è dietro ma vi fanno credere che...semplicemente la gente non fa la raccolta differenziata! E' comodo così!
Mi scuso se vi ho annoiato con questo post ma se siete interessati a questo argomento o perché napoletani o perché innamorati di questa città..leggete quest'articolo chiaro e fedele sulla realtà rifiuti.

L'EMERGENZA RIFIUTI IN MENO DI 2.000 PAROLE
Massimo Ammendola

Il concetto di emergenza si riferisce a qualcosa di temporalmente ridotto.
Un'emergenza può nascere da un fenomeno naturale, come un terremoto, che può durare pochi secondi, eppure avere conseguenze devastanti.
L'emergenza rifiuti della Campania dura invece da 16 anni, e non è un fenomeno naturale, ma assolutamente antropico, provocato da esseri umani. Naomi Klein lo citerebbe come un caso lampante di Shock Economy, ovvero di creazione (e prolungamento) di un'emergenza al fine di ricavarne profitti.
Tutto inizia nel 1994, quando viene nominato per la prima volta un Commissario del Governo, con poteri straordinari, al fine di risolvere le problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti urbani. Il problema principale, e mai risolto, era l'infiltrazione dei clan camorristici nella gestione delle discariche e nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti.
Da allora, in 17 anni, non è stato fatto nulla per risolvere il problema rifiuti, sono state solo tamponate le prevedibili emergenze. E i rifiuti non dovrebbero essere un problema, ma una risorsa: se differenziati e riciclati, infatti, potrebbero diventare di nuovo materia utilizzabile dalle industrie. Recuperando correttamente carta, vetro, plastica, alluminio e umido (gli scarti di cibo, che possono essere trasformati in concime), si riesce a riciclare quasi l'80-90% dei rifiuti. Un esempio? San Francisco. Con la riduzione a monte dei rifiuti, eliminando l’usa e getta e gli imballaggi inutili e vietando, man mano, l’utilizzo da parte delle industrie, dei materiali non riciclabili, attraverso una riprogettazione industriale di scarti e imballaggi: così puntano, entro il 2020, all’obiettivo Rifiuti Zero (Zero Waste). Inoltre esistono tecnologie che permettono di recuperare anche la frazione residua, quel 20% che non è riciclabile, trasformandolo in una sabbia sintetica, come succede nell'impianto di Vedelago (1) o nell'impianto Revet di Pontedera, che utilizzano queste sabbie plastiche per produrre mattoni, oggetti da giardino, componenti per motorini, mp3, e a breve anche articoli casalinghi. I Rifiuti Zero sono possibili, anche in Italia.
Cosa è accaduto invece in Campania?
Un piano criminale è stato costruito per prolungare l'emergenza, dato che emergenza significa denaro, tanto denaro.
Una multinazionale italiana, Impregilo, vince, nel 2000, la gara d'appalto per gestire i rifiuti campani, perché offre un prezzo per lo smaltimento dei rifiuti decisamente basso e tempi più rapidi per la consegna, mentre la qualità del progetto presentato è decisamente scadente rispetto a quello presentato dall'altra concorrente (voto: 4/10). Il progetto prevede la costruzione di due inceneritori, 7 impianti per la trasformazione dei rifiuti in ecoballe (combustibile degli inceneritori), nonché varie discariche per tamponare l'emergenza. Altro che Zero Waste!
Il rifiuto è un bene, è una merce, ed ha quindi un valore economico, è denaro. Brucereste mai denaro? In un’epoca in cui la quantità di materie prime che prendiamo alla Terra aumenta perennemente, possiamo permetterci di bruciare o buttare via tonnellate e tonnellate di plastica o di carta?
Inoltre gli inceneritori sono altamente inquinanti: «Gli inceneritori uccidono», così come sostiene Paul Connet, professore emerito di chimica alla St Lawrence University di Canton, New York; «Negli Stati Uniti, dal 1985 al 1995, è stata bloccata la costruzione di circa 300 inceneritori». Connet li ha definiti «un vero crimine ambientale»: immettono nell'atmosfera e nella catena alimentare grandi quantità di inquinanti tossici (diossine, PCB, furani, metalli pesanti, nanoparticelle di particolato fine ed ultrafine). E producono 1/3 di ceneri tossiche, che vanno smaltite in discariche speciali. Centinaia di studi a livello internazionale hanno accertato i danni: uno dei più famosi e tremendi è stato redatto su 5000 bambini che abitano nei pressi dell'inceneritore di Osaka, in Giappone, con danni registrati che vanno dalle difficoltà di concentrazione ai tumori e alle malformazioni.
E allora perché si è puntato su un progetto del genere? Perché in Italia bruciare i rifiuti conviene. Le industrie che li costruiscono sono potenti, e vengono appoggiate dalla politica. Da molti anni, infatti, ricevono sussidi statali, un 7% preso dalle nostre bollette Enel, che dovrebbe essere destinato allo sviluppo delle energie rinnovabili, per bruciare i rifiuti, attività che non è per niente “rinnovabile”. Inoltre, guadagnano altri soldi vendendo l'energia prodotta bruciando i rifiuti: un'attività davvero lucrativa.
Così la raccolta differenziata dei rifiuti, destinati al riciclo, viene boicottata da anni. Perché più rifiuti finiscono nell'inceneritore, e più soldi si fanno, perché più energia si vende. E sono le industrie e le banche italiane che lo hanno deciso: queste ultime, tramite l'Abi, Associazione Bancaria Italiana, inviarono una lettera al Commissariato in cui affermavano che avrebbero garantito i prestiti alla Impregilo, se avessero avuto come garanzia le ecoballe, i rifiuti da bruciare. I rifiuti così diventarono davvero denaro.
Il piano è semplice: riciclare pochi rifiuti, bruciarne il più possibile.
(torna su)

Ma la situazione in Campania, è molto più complicata, proprio perché i progetti della multinazionale Impregilo, come detto in precedenza, sono molto scadenti. L'inceneritore viene quindi attivato, non completamente e con grosse difficoltà, solo nel 2010, e viene continuamente bloccato per gravi problemi tecnici. I 7 impianti previsti per trattare i rifiuti e trasformarli in ecoballe, combustibile per l'inceneritore, non hanno mai funzionato come dovevano: i rifiuti non vengono trattati e quindi inertizzati, resi non pericolosi, ma solo tritati e imballati. E non essendoci un inceneritore dove bruciarli per 10 anni, con gravissime conseguenze ambientali, vengono sistemati sul territorio campano, in quelle che sono diventate vere e proprie discariche: parliamo di più di 8 ML di tonnellate di ecoballe di rifiuti inquinanti che marciscono sul territorio.
Anche le discariche fatte in questi anni sono state costruite in maniera pessima: delle semplici buche, isolate malamente, che lasciano scivolare nel terreno e quindi nelle falde acquifere il liquido tossico che i rifiuti producono, il percolato.
Ed anche sulle discariche i clan hanno lucrato con la collusione del Commissariato di Governo, attraverso le compravendite dei terreni dove sono poi sorte le discariche: pochi giorni prima della scelta ufficiale di un sito, i clan acquistavano a poco prezzo i terreni, che venivano poi venduti allo Stato a prezzi molto maggiori.
Questa l'intricata vicenda che ha portato a 17 anni di emergenza, a milioni di euro spesi e alla devastazione ambientale, ha prodotto diverse inchieste giudiziarie che stanno coinvolgendo la Impregilo, i clan camorristici e i politici campani.
Un altro motivo per cui l'emergenza perdura, infine, è sicuramente la questione rifiuti tossici, che interessa le mafie e le industrie del Nord Italia: una situazione di emergenza, in cui c'è confusione e mancanza di controllo, conviene a tutti. E qual è una delle attività che si inserisce perfettamente in questo contesto? Lo sversamento dei rifiuti industriali, i rifiuti tossici, che le aziende del Nord Italia producono, ma non vogliono smaltire legalmente (costa parecchio, ed esistono impianti pronti a trattare non più del 60% dei rifiuti industriali, un 40% resterebbe comunque non trattabile): li affidano ai clan, che li sversano ovunque, li bruciano e li buttano nelle campagne, nelle cave, nei corsi d'acqua, specie al Sud Italia, specie tra le provincie di Napoli e Caserta.
E questi rifiuti tossici, sono stati spesso nascosti anche nelle discariche di rifiuti urbani. Le due emergenze, quella dei rifiuti urbani e quella dei rifiuti industriali-tossici, si mischiano, fino a confondersi.
E tutto ciò continua senza problemi, ogni giorno, ogni notte. Si distrugge un territorio, senza che nessuno dei responsabili paghi. Il riciclo dei rifiuti viene boicottato. Discariche e rifiuti tossici inquinano irrimediabilmente la terra, l'acqua e il cibo. E ogni anno, anno e mezzo, l'emergenza torna, distribuendo denaro a imprenditori, politici e clan.
Una prova del disastro? Ce la offrono gli Usa: il ritiro delle truppe americane dalla provincia di Caserta, al confine con la provincia di Napoli, per i pessimi risultati delle analisi ambientali, che hanno evidenziato la presenza di elevate percentuali di sostanze chimiche solventi nelle acque dei rubinetti domestici. L’ammiraglio Mark Fitzgerald, due anni fa, raccomandò al comando della Us Navy di non bere acqua del rubinetto...
E va sottolineato che la Campania era una regione a vocazione agricola, anche se ormai ha l'inquinamento di una regione industriale, ma senza aver avuto industrie, tranne pochi casi isolati.
Diossina nel sangue, arsenico nell'acqua. E poi cadmio, mercurio, piombo. Con i picchi nei comuni più vicini alle discariche e agli inceneritori. È quello che afferma un rapporto rimasto nascosto per mesi nei cassetti della Regione Campania, il Sebiorec, uno dei più imponenti studi epidemiologici con biomarcatori mai fatti in Italia. Sono stati trovati anche i pericolosi Pcb, policlorobifenili.
E si parla espressamente anche di quella diossina chiamata “tipo Seveso”, la più pericolosa, e la si associa al consumo di mozzarella e verdure. Aggiungendo che nel quartiere di Pianura c'è più diossina che nel resto della regione.
La preoccupazione è alta per tutte le patologie indicate dagli scienziati: allergie, malattie respiratorie, danni agli organi. Quello che li spaventa maggiormente è l'aria, ma il timore è che l'intera catena alimentare sia compromessa.
Nel frattempo, siamo all'ennesima emergenza creata ad arte. Il presidente di Asia, l’Ing. Claudio Cicatiello, addirittura afferma che la mancata raccolta dei rifiuti di aprile non ha motivo, apparentemente: «L’emergenza di questi giorni non ha ragione d’esistere perché nelle altre province ci sta ampio spazio per smaltire tutti i rifiuti che oggi stanno a terra nella provincia di Napoli. Anche perché bisogna considerare una cosa: Napoli è messa male, ma tutta la provincia è in condizioni ben peggiori del capoluogo». Che sia un modo per esasperare i cittadini, al fine di aprire nuove discariche sui nostri già martoriati suoli? Il tutto sotto le imminenti elezioni amministrative, nello scaricabarile generale.
E quest'ennesima emergenza porta alla creazione di nuove soluzioni per succhiare soldi allo Stato: una delle ultime in voga è la spedizione dei rifiuti, semplicemente tritati, nelle altre regioni. Un'inchiesta dell'Espresso testimonia come siano state mandate circa 30.000 tonnellate di munnezza, ovvero i rifiuti prodotti a Napoli in un mese, in Sicilia, pagando oltre 6 milioni di euro, in una discarica privata. Con un semplice accordo tra privati, evitando il necessario accordo tra le regioni quando si devono trasportare rifiuti indifferenziati, considerando invece i rifiuti tritati (ma non biostabilizzati) come rifiuti speciali. Nella totale mancanza di trasparenza: alcuni dei rifiuti campani entrati in Sicilia hanno fatto perdere le loro tracce! Si aprono così nuove inchieste della magistratura. E l'emergenza continua.

MAGGIO 2011

mercoledì 22 giugno 2011

Spiedini di pesce







Piatto Easy life












Piatto facile, veloce, leggero!! e che volete di più!! a si....e buono naturalmente.
Ho comprato del pesce spada fresco(ma va bene anche quello congelato)e un calamaro. Li ho puliti, tagliati a pezzetti e infilzati negli spiedini. Poco prima avevo preparato un trito con pane raffermo, prezzemolo fresco, sale, olio, aglio (messi nel robot e ridotti in polvere). Ho impanato gli spiedini in questo trito e poi ci ho aggiunto dell'olio extra vergine e lasciati marinare qualche ora. Ho infornato gli spiedini a 180° x circa 15-20 minuti con tutto il condimento.
Potete servirli con una spruzzatina di limone!

lunedì 20 giugno 2011

Pasta fredda con crema di carciofi e ricotta









Il sabato e la domenica qui a casa ci concediamo finalmente un piatto di pasta, si perchè tutta la settimana,come vi ho detto in post precedenti, mangiamo riso pesato per smaltire qualche chiletto. Il pane invece resta una prelibatezza solo della domenica :((( Ma si sa..è dura la vita : ))
Piatto semplice, veloce e fresco:

Fusilli
ricotta fresca
crema di carciofi (io Crema di carciofi Agromonte)
3-4 pomodorini (io pomodoro ciliegino semisecco Agromonte)
pepe

Far cuocere i fusilli, una volta cotti farli raffreddare con un filo d'olio extra vergine (per non farli attaccare). In un piatto mescolare ricotta e crema di carciofi(la quantità dipende da quanta pasta avete calato, x 2 persone ho usato 150 di ricotta e 150 di crema di carciofi). In un recipiente capiente mescolare la pasta con questa crema, 3-4 pomodorini, del pepe e se vi piace anche del parmigiano.Mettere in frigo fino al momento di servire.




venerdì 17 giugno 2011

Girandola briosciosa




Ma capita anche a voi di preparare qualcosa di buono e dolce e godurioso e aspettarsi che so..uno sguardo di approvazione...un cenno di gradimento...apprezzamento. Non dico di elogio o gratitudine perchè sarebbe troppo ma..
"Io vado in palestra a farmi un c....così tutta la settimana e tu mi fai trovare queste bontà davanti?? Uff!!!!" Ecco la reazione del maritino quando preparo un dolce..carino vero??
E' morbidissima questa girandola!! la trovai sul blog di Morettina in cucina (ma non riesco più ad accedere al suo blog e quindi non posso linkare) tanto tempo fa e ogni tanto la rifaccio cambiando il ripieno perchè è buona in tutti i modi.
Gli ingredienti sono:
500 gr. farina x dolci (io Molini Rosignoli)
150 gr. zucchero
2 vasetti di yogurt
1 uovo
130 gr burro sciolto
1 bustina lievito x dolci
1 bustina vanillina
latte se serve
marmellata di fragole
marmellata di albicocche Casa Barone
nutella
Impastare gli ingredienti, far riposare 10 minuti e nel frattempo accendere il forno a 170°. stendere l'impasto formando un rettangolo e ricoprire con quello che più vi piace per esempio con la crema pasticciera o con la nutella o la marmettata (io su un pezzetto ci ho messo la marmellata di fragole, su un altro la marmellatat di albicocche e sull'altra la nutella ). Arrotolare il rettangolo e tagliarlo in tante fette, adagiarle in uno stampo imburrato o con carta da forno un pochino distanti perchè cresceranno un po e si uniranno.
Infornare a 170° x circa 40 minuti








lunedì 13 giugno 2011

Gamberi alla piastra


Velocissima ricettina da fare casomai di domenica dopo un bel piatto di linguine con le vongole. Dei gamberi da mettere sulla piastra e una volta cotti, irrorati con una emulsione di d'olio, limone, sale e prezzemolo tritato.Tutto qui!
Gli ingredienti sono:
Gamberi
Olio
Sale
limone
Prezzemolo tritato

sabato 11 giugno 2011

Referendum


Art. 48 della Costituzione: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale,libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Al di là delle idee politiche, degli ideali, dell'idea che si ha dei politici oggi, al di là di tutto questo, c'è in gioco il futuro dei vostri figli, dei vostri nipoti, delle nuove generazioni.Riguarda il senso della giustizia perchè essa dovrebbe essere uguale per tutti e riguarda il bene più prezioso che abbiamo, la nostra Acqua!
Ci saranno 4 schede e sono copiative quindi aprite una scheda alla volta e non sovrapponetela alle altre.

venerdì 10 giugno 2011

Ziti al forno


Da quanto tempo non mangiavo la pasta al forno, sono mesi che mangiamo riso pesato per diminuire i carboidrati ma oggi non ce l'ho fatta, in un attimo ho deciso che avrei fatto una bella pasta al forno!! E ogni tanto ce vò!!
Ho scottato questi meravigliosi ziti grossi, ho preso un bel barattolo di pomodoro con verdure grigliate Mutti, un pezzo di provola a pezzetti e parmigiano grattugiato, mescolato e versato in uno stampo. Ci ho messo sopra altro sugo e parmigiano e in forno fino a quando non si è formato una sottile crosticina. Buoni buoni buoni!! Ma le cose semplici ti ripagano sempre : ))

Con questa ricetta partecipo al contest di
http://cucinandoconmiasorella.blogspot.com/2011/05/happy-birthday-to-me-festeggiamo-con-

mercoledì 8 giugno 2011

Torta mignon con panna e cioccolato


Ogni volta che faccio una torta a casa che sia per occasioni speciali o semplicemente per concludere un pranzo domenicale, devo ricordarmi di farne una piccola da parte per la mia bellissima nipotina. Lei adora la nutella (come tutti noi) e se per caso quel giorno faccio un dolce che non la prevede....beh sono guai ; )).
Questa tortina mignon è nata proprio per questo. Ne feci una grande per la festa della mamma e siccome prevedeva fragoline e crema bianca, ne ho ricavata una piccola per lei!
Per il pan di spagna ho voluto provare la ricetta della dolcissima Francy. Quando si tratta di torte e formule e conversioni e decorazioni mi rivolgo sempre a lei. E' una piccola grande donna che adoro e che mi piacerebbe avere come sorellina.
E in effetti, come tutte le sue ricette che ho provato, non mi ha delusa. Il pan di spagna è tra i migliori che abbia provato!

Gli ingredienti sono:

X il pan di spagna guardate direttamente qui
Per la decorazione ho usato:
Panna Hulalà
Nutella

Per la bagna:
latte e nesquik

Tagliare in due il pan di spagna, bagnarlo con latte e nesquik, coprire la prima parte del pds con la panna montata e la nutella (sulle quantità regolatevi in base ai gusti personali).Coprire con l'altra metà del pan di spagna e bagnare sempre con il latte e nesquik. Decorare con il resto della panna.
Per il cuoricino di cioccolato ho sciolto un pò di cioccolato e con l'aiuto di una sac a poche ho disegnato un cuoricino su carta da forno e ho aspettato che si asciugasse e indurisse in frigo.

Con questa ricetta partecipo al contest di
http://diariodellamiacucina.blogspot.com/2011/06/mini-tentazioni-e-la-raccolta-comincia.html

venerdì 3 giugno 2011

Madeleine al limoncello



Innanzitutto volevo dirvi che, come molte di voi, ho dei problemini con blogger. Non riesco a commentare a tutti perchè account google non funziona e devo quindi optare su "Nome" nello scegliere il Profilo quando invii i commenti, ma non tutti hanno questa opzione. MI dispiace tanto anche perchè quando vedo una ricetta che mi piace lascio volentieri un mio pensiero e poi perchè trovo carino e cortese essere "presente" nei blog che seguo.
P.S. non riesco nemmeno a vedere i lettori fissi.
Ma passiamo a noi
Ho finalmente comprato gli stampi per madeleine e subito li ho utilizzati ; ))). In genere compro quelle piccole in busta ma si sa che quando fai le cose a casa...hanno tutto un altro sapore!! Non mi ero mai applicata a leggere la ricetta e nella mia mente avevo deciso che erano difficili da fare e invece...niente di più facile. La ricetta la conoscerete gia, io ho solo sostituito la crema di limoncello al latte.
Gli ingredienti sono:
120 gr farina 00 antigrumi Molino Chiavazza
100 gr burro
1/2 bustina di lievito chimico in polvere
5-6 gocce di aroma di mandorle (io ho omesso perchè avrebbe coperto quello del limon
cello)
2 uova medie
1 pizzico di sale
100 gr zucchero
latte quanto basta per rendere l'impasto morbido ma non liquido ( io crema di limoncello)

Amalgamare bene gli ingredienti secchi,sciogliere il burro fuso, sbattere le uova con il latte. Unire i liquidi alla farina, aggiungere gocce di aroma, mescolare, aggiungere il pizzico do sale. A questo punto far riposare il composto in frigo x 30 minuti. nel frattempo imburrare e infarinare gli stampi, versarci in ogni incavo un pò di composto. Infornare a 200° x 10 minuti e a 180° x altri 10 minuti.
E come accogliere delle amiche che all'improvviso ti vengono a trovare? ma con una bella tazza di tè verde freddo e le tue madeleine ; ))

E a proposito di tè..con questa ricetta partecipo al contest di
www.cilieginasullatorta.it/2011/05/e-sempre-lora-del-te.html